Coronavirus 2019-nCoV: i rischi di contagio

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L’attenzione per il coronavirus 2019-nCoV ha indotto Simit (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) e Simg (Società Italiana di Medicina Generale) a diffondere il primo di una serie di documenti congiunti con l’obiettivo di informare in modo esaustivo gli operatori sanitari. Simit ha elaborato un documento, condiviso da Simg, per dare agli Operatori Sanitari, e agli stessi Medici di medicina generale, informazioni pratiche e aggiornate sullo stato e sull’evoluzione del coronavirus 2019-nCoV. Le due società hanno stretto un accordo definito “fondamentale” dal Prof. Claudio Cricelli, presidente Simg, perché, come prosegue il professor Marcello Tavio, presidente Simit, “se il virus dovesse effettivamente sbarcare nel nostro Paese e causare un’epidemia autoctona in grado di automantenersi, i Medici di medicina generale e gli Infettivologi saranno i professionisti più direttamente coinvolti nella gestione dei casi e dei contatti”. Mentre, infatti, gli infettivologi sono impegnati nello studio del fenomeno, in continua evoluzione, sarebbero i medici di medicina generale i primi a vedere sintomi sospetti nei cittadini. Pur non essendoci un’immediata situazione di emergenza, è opportuno mantenere alto lo stato di vigilanza. E’ altresì utile prendere nota dei consigli che l’Oms suggerisce in caso di contatto con persone affette da sospetta infezione, in attesa che vengano eventualmente trasportati in ospedale:

  • Collocare il paziente in una stanza singola ben ventilata.
  • Limitare il numero di assistenti del paziente, idealmente una sola persona in buona salute. Nessun visitatore.
  • I membri della famiglia dovrebbero stare in una stanza diversa o, se ciò non è possibile, mantenere una distanza di almeno 1 m dalla persona malata (ad esempio, dormire in un letto
    separato).
  • Ridurre al minimo la condivisione dello spazio e garantire che gli spazi condivisi siano ben ventilati.
  • L’assistente dovrebbe indossare una maschera medica ben aderente quando nella stessa stanza con il malato. Scartare la maschera dopo l’uso e lavare le mani dopo la rimozione della maschera.
  • Lavare le mani dopo ogni contatto con il malato usando sapone e acqua quando le mani sono visibilmente sporche. Utilizzare asciugamani di carta usa e getta; se di stoffa, sostituirli quando si bagnano.
  • Eliminare i materiali utilizzati per coprire la bocca o il naso.
  • Evitare il contatto diretto con i fluidi corporei, in particolare per via orale o secrezioni respiratorie e feci. Evitare di condividere spazzolini da denti, sigarette, utensili da cucina, stoviglie devono essere pulite con sapone o detersivo e acqua dopo l’uso e possono essere riutilizzati.
  • Pulire e disinfettare le superfici più frequentemente toccate come comodini, giro letti e altri mobili per la camera da letto e bagno, ogni giorno con un normale disinfettante domestico contenente soluzione di candeggina diluita (candeggina in 1 parte per 99 parti di acqua).
  • Pulire vestiti, lenzuola, asciugamani e teli da bagno usati dalle persone malate in lavatrice a 60–90 °C.
  • Tutti i membri della famiglia devono essere considerati contatti e la loro salute dovrebbe essere monitorata: se un membro della famiglia sviluppa sintomi di infezione acuta respiratoria, inclusi febbre, tosse, mal di gola e respirazione difficile, inquadralo come possibile infetto.

MISURE DI PREVENZIONE GENERALE

Lavaggio accurato delle mani per almeno 20 secondi, consumare solo cibo ben cucinato e bere acqua in bottiglia, evitare luoghi di assembramento, mercati di animali vivi e morti, evitare il contatto stretto con malati o, in caso non si possano adottare queste misure, coprirsi narici e bocca con
mascherina, similmente evitare di tossire o starnutire senza coprirsi con un fazzoletto o in mancanza di questo si consiglia di tossire nell’incavo del gomito.


Articolo di giornale (Corriere Milanese Giovedì-Venerdì 25-26 ottobre 1956) sull’installazione di Aersteril UV-C in due scuole elementari di Milano.

A seguito delle prove scientifiche effettuate in 20 scuole di Milano, la rivista Italiana di Medicina e Igiene della Scuola nell’estratto “L’attività assistenziale scolastica dell’Ufficio di Igiene e Sanità di Milano nell’anno 1955” curato dal dott. Franco Castoldi decretò che i risultati ottenuti negli anni scolastici 1952/53 1953/54 1954/55 furono brillanti nella riduzione dei contagi tra gli scolari. Alcuni insegnanti notarono addirittura l’assenza di riniti e di fatti bronchiali. Da qui la decisione di completare l’installazione di Aersteril UV-C in altre scuole.

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